Commodore 64: la storia (II parte)

Dopo la nostalgica introduzione alla meravigliosa macchina Commodore, mi sembra corretto, per questa seconda parte, fare un viaggio attraverso quelle “applicazioni”, anche se il termine è inesatto, che ne hanno fatto l’Home Computer da gioco per eccellenza degli anni 80: i videogiochi.

Alla fine degli anni 70 e agli inizi degli 80, i centri gioco, i parchi e i bar erano i centri nevralgici dove ragazzini e adulti si incontravano per sfidarsi ai vari cabinati. Giochi come Galaga, Pacman, Centipede o altri la facevano da padrone, e noi poveri “stolti” se mi passate il termine, eravamo lì a giocare, giocare, giocare, mettendo prima le 50, poi le 100 e le 200 lire (si le vecchie lire, ve le ricordate?) per poter fare una “partita”.

Le sale giochi erano quel posto dove ti sentivi a casa, dove potevi passare ore (e i libri?!?) spensierate, e dove potevi sognare con colori e suoni. Ma poi è arrivato il Commodore, e il passare le giornate davanti a un cabinato non aveva perso il suo fascino, ma era diventata una cosa diversa. Qualcuno iniziava a dire “ma quel giochino lo posso fare anche a casa”? E si, si stava aprendo una nuova era per l’Home Entertainment, e le Software House, anzi no i primissimi programmatori dell’epoca non se lo fecero dire due volte.

Nel 1982, anno di nascita del pupo di casa Commodore, c’erano già 46 giochi in commercio. Poi certo, non era facile come adesso reperirli, o “scaricarli”. Dovevi tenerti in contatto con il negozio di fiducia, con il tuo “spacciatore”, passatemi il termine, di videogiochi. Era solo l’alba. Se pensate che le console come l’INTELLIVISION (che volevo rubare a mio cugino) o il VCS Atari non avevano una grandissima scelta all’epoca, perchè il costo di una cartuccia era enorme, il vecchio Tramiel con il lettore di cassette ed il Floppy Disk aveva di fatto creato un nuovo mercato all’interno dell’Home Computer. Si perchè in un dischetto o in una cassetta potevi mettere 4, 5 0 10 giochini, e passare già ore a giocare. Questo perchè all’epoca i giochi occupavano davvero poco pochissimo spazio.

tipico listato all’interno di un floppy disk commodore

Come si vede nella foto, questo è il listato all’interno di un disco del C64, dove ad ogni riga corrispondeva un programma, o un gioco. Bastava dare il comando, o spostarsi sulla riga scelta, e scrivere il famoso “Load”, per lanciare il file. E dopo poco si iniziava a giocare. Certo non era la stessa cosa per la cassetta, la maledetta cassetta. Sulle cassette giochi e programmi erano caricati sul nastro magnetico, e bisognava impostare il counter in maniera corretta altrimenti il programma non sarebbe mai stato caricato. Ma per fortuna…c’erano i Floppy!!!!

Come dicevo all’inizio c’erano solo 46 giochi, ma se ci pensate per l’epoca erano un’enormità.

Io ricordo “Tooth Invaders”, “Sea Wolf”, “Logger” (una specie di frogger), e il mitico ed intramontabile “Fort Apocalypse”. Su quest’ultimo ho passato pomeriggi interi, assieme a papà e quel benedetto elicotterino.

E il tutto stava in un dischetto. Ti stufavi, resettavi il Commodore e ne sceglievi un altro. Incredibile! Questo, almeno per me, successe nei primi anni del mio C64. A quell’epoca non c’erano delle vere e proprie Software House, ma solo brillanti programmatori che scrivevano software per il piccolo 8-bit. E alcune case di giocattoli come la Hasbro o la Mattel cercavano di entrare in questo mondo (peraltro con scarsissimo successo). Fu dal 1983 che le cose iniziarono a cambiare, e negli anni successivi, così come al giorno d’oggi, il mercato dei videogiochi è diventato uno dei più proficui al mondo.

Insomma già nell’83 le case si stavano svegliando, e se molti prodotti erano fatti “in casa”, spesso erano le conversioni da bar a vendere. E questo era il mercato che avrebbe preso piede di lì in avanti. Il 1984 forse è un anno di transizione, anche se troviamo in commercio già oltre 500 giochi (se ci pensate per l’epoca erano un’enormità). Il livello si sta alzando e le case (le Software House) stanno iniziando a nascere. Vi ricordate BC Quest? (della famosa SIERRA), o Bruce Lee? E il meraviglioso Circus Charlie della Parker Brothers (quella del Monopoly)

Era anche l’anno del Decatlhon e della OCEAN, della Activision (ne avete mai sentito parlare?), e di Ghostbusters con la voce, si la voce che usciva dalla nostra TV, dal Commodore 64. David Crane e Adam Bellin avevano fatto parlare il C64.

il longplay di Ghostbusters, con la voce iniziale e la risata

Insomma se l’84 era di transizione, nell’85 e dall’86 se ne iniziarono a vedere delle belle, anzi bellissime. Ormai c’erano giochi di ogni genere, sparatutto, sport, azione, auto; insomma chi aveva un’idea la metteva in pratica. E le Software House pagavano!!

Nell’85 una certa Microprose sfornava F15 Strike Eagle, ad opera del sig. Sid Meier, uno dei più famosi programmatori dell’epoca, insieme a David Crane e Jeff Minter. Posso citare anche “Frank Bruno’s Boxing” della Elite (una delle case che produsse moltissimi giochi per il C64), “Great American Cross Country Road) della Activision, che aveva il sistema di controllo dell’auto inventato da una scimmia, “Karateka”, bellissima conversione da Coin-Op. Infine come non dimenticare “The way of the exploding fist”, successivamente scopiazzato alla grande dalla System 3 e diventato “International Karate” (per me un mito di gioco). Bellissimo il “Winter Games” della Epyx.

Nel 1986 le cose iniziano a diventare molto serie per il C64, e le prime riviste di videogiochi si affacciano nel mondo. Io avevo appena cambiato casa, e una certa “ZZap” in Inghilterra nasceva per condividere il mondo videoludico con chi, a casa, aveva un 8 Bit tra le mani. In Italia Zzap arrivò nello stesso periodo, e se all’inizio erano articoli tradotti dalla rivista britannica, ben presto il giornalino italiano divenne un corpo a sè, con persone davvero esperte di videogiochi, che ogni mese recensivano novità e non. Fu il fenomeno degli anni 80. Iniziai a comprare Zzap tardi, a fine 87 credo, perdendomi tante recensioni di altrettanti meravigliosi giochi. Ma dopo averla comprata, il natale era per me il momento del gioco nuovo, bello scatolato e meraviglioso.

Il primo numero di Zzap

Come dicevo nell’86 tante cose sono cambiate. Ma soprattutto la qualità dei giochi, che iniziavano a diventare veramente veramente belli, e ad occupare un casino di spazio! Un intero Floppy! Una cosa mai vista. Per citare alcuni giochi: Asterix and the magic cauldron, Dragon’s Lair (la assurda conversione del bellissimo Laser Game), Ghost’s N Goblins (meraviglioso), e finalmente del grandissimo IK della System 3, con le musiche di Rob Hubbard e programmato da Archer McLean (un tizio che credo avesse comprato una Ferrari dopo le vendite del gioco). C’erano poi il bel Leaderboard della ACCESS Software e la pallina di Marble Madness. Altre conversioni carine erano Paperboy e Speed King. Ma era anche l’anno di Samantha Fox Strip Poker, Revs, e The Sentinel, incredibile gioco di strategia di Geoff Crammond e Bob Stevenson (il primo è anche l’autore dei futuri F1 GP per PC e Amiga 500).

Il 1987 forse è uno degli anni più belli per i videogiochi, per la grafica ed il sonoro. Le case ormai hanno capito con chi hanno a che fare, e vendono titoli eccezionali.

Questi sono alcuni dei titoli, inserirli tutti è davvero impossibile. La rivista Zzap italiana dell’epoca fece una specie di “referendum” dei giochi, assegnando a The Last ninja il titolo di miglior gioco dell’anno, e dando a Defender of the crown il secondo meritato posto.

Come si evince da questo concorsone, la System 3 fece incetta di tutto, lasciando alla Cinemaware gli ossi. Ormai grafica e suono avevano raggiunto livelli stratosferici.

Nel 1988 tanti bellissimi giochi sono usciti per il nostro Commodore, e per quanto io adori la serie Ninja e per me il seguito rimane il gioco dell’88, è indubbio che Rocket Ranger della Cinemaware sia uno dei giochi più belli mai prodotti. Per Amiga credo che prese 99% sulle riviste specializzate: un mito. E non posso non citare Samurai Warriors, Wizball, The Great Giana sisters (il clone Commodore di Super Mario), Combat School, Skate or Die, Test Drive; insomma troppissimi giochi.

E anche il 1989 è un anno d’oro per i videogiochi, fatto di conversioni potenti dai 16-bit (Silkworm, Sly spy, Fighter bomber), seguiti emozionanti come Turbo Outrun e Ghostbusters 2, Ghouls’N Ghosts, ma anche videogiochi basati sui film (Batman the movie che fu un enorme successo). Quel natale, lo ammetto, fu davvero ghiotto. E a onor del vero mettevo sempre da parte i soldini per spendere 25 o 50 mila lire per acquistarne uno o due. Funzionava così: alla promozione e a natale. E se andava bene ti beccavi 3-4 giochi originali all’anno. Ci si accontentava di poco.

Il 90 non fu un anno molto prolifico, ma c’era sempre una grande scelta. Purtroppo i 16-bit ma soprattutto l’Amiga 500 stava scalando le vette videoludiche e di lì a poco il C64 sarebbe stato atterrato.

Meno male che la System 3 era sempre onnipresente, con il remix del Ninja, con Vendetta (riedizione moderna del ninja con una spettacolare presentazione) e con il simpatico Flimbo’s Quest. Ma anche altre case, come la Ocean, erano sempre presenti.

A livello tecnico, Turrican e Vendetta se la contendevano. Turrican per grafica e sonoro oltre i limiti del C64, e Vendetta per la superba presentazione, che vi lascio.

Nel 1991, a parte qualche titolo simpatico come Lemmings, Hudson Hawk, Indy Heat e qualche altro, cito solo Last Ninja 3 e Turrrican 2, l’apoteosi del piccolo di casa Commodore. Questi due giochi hanno portato su un altro livello l’8-bit, e credo che forse in quell’anno abbia avuto il suo apice.

la spettacolare intro di “Last Ninja 3”
Il longplay di Turrican 2

Negli anni successivi non ci furono titoli di grossissimo rilievo, forse Turrican 3 o Creatures, ma credo che nel 91 si è raggiunto davvero il massimo, come produzione e qualità. Gli 8-bit sono stati spremuti sino alla morte, e i risultati si sono visti. Pochi anni dopo come sappiamo la Commodore è andata in bancarotta, a causa del poco impegno e del non seguire le nuove tecnologie. L’Amiga 500 che aveva trainato la Commodore negli anni 90 era stato ormai stracciato dai PC che ormai non erano più solo macchine da ufficio, ma stavano diventando il futuro dei Videogiochi.

E’ innegabile pensare che il Commodore 64 abbia trasformato il mondo videoludico e lo abbia portato dalla preistoria ai giorni moderni. Jack Tramiel ha dato alla luce un bambino che ha fatto crescere tutti noi insieme a lui, e che credo sarà difficile da dimenticare. Ormai vive nei Commodore di chi ancora li possiede, o negli emulatori che troviamo in rete, o nei video del tubo dove possiamo trovare le colonne sonore, i Longplay. Fatto sta che la sua impronta, almeno per la mia generazione, è immortale e indelebile.

Grazie per la bellissima infanzia che ci hai regalato, per i pomeriggi e le giornate con gli amici, i parenti, per averci fatto sognare e giocare. Grazie Commodore 64.


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