Ghostbusters

“Who you gonna call? The Ghostbusters!!!” Recitava così il motivetto sul poster del film, e anche il motivo della canzone. Un successo planetario del 1984 che la Activision di David Crane non si lasciò sfuggire.

Nel 1984 il Commodore era ancora una macchina da “giochini”, ma la Activision era una delle case più produttive e David Crane un visionario degli 8 bit. Riuscì ad ottenere la licenza del film ed insieme ad Adam Bellin tirò fuori il coniglio dal cilindro, creando quel meraviglioso gioco che è Ghostbusters.

Il gioco seguiva la trama del film, ovvero la creazione della squadra acchiappafantasmi, l’acquisto dell’attrezzatura (rigorosamente bisognava acquistare la ECTO-1, una cadillac del 59) e successivamente, mettersi in affari!! Lo schema del gioco era davvero semplice, ovvero rincorrere i fantasmi per tutta New York e scaricarli al quartier generale. Nella schermata fissa i nostri eroi si muovono con la ECTO-1 cercando di acchiappare i fantasmi che compaiono a schermo, e andando poi a fermarsi nelle case infestate (che si colorano di rosso o arancione o giallo a seconda del livello dei fantasmi). Una volta che ci si ferma davanti ad una casa 2 dei personaggi devono intrappolare un fantasma, ma in che modo? Muovendo prima un personaggio poi un altro facendo in modo di intrappolarlo tra i due raggi e poi successivamente catturandolo nella trappola.

Tutto questo tenendo conto del “city’s pk energy”, ovvero la quantità di energia cinetica dei fantasmi, che ad un certo punto arriverà al suo picco formando l’omino di Marshmellow che bisognerà distruggere. Se i nostri soldi non saranno abbastanza da ripagare il prestito bancario il gioco finirà e si dovrà ricominciare da capo, altrimenti ci sarà lo scontro finale con ZUUL ed i nostri protagonisti diventaranno eroi.

Quello che caratterizzava il gioco, oltre alla grafica che era abbastanza sempliciotta, era la grande colonna sonora, e il parlato digitalizzato, una cosa impensabile per l’epoca!! La risata iniziale e il “Ghostbusters!! ogni volta che si catturava un fantasma, ma anche il motivetto all’inizio del gioco dove una pallina si muoveva sulle parole della canzone, come un karaoke: eccezionale. Forse non sarà stato un campione di grafica e sonoro, ma rimane una pietra miliare nella storia dei giochi del Commodore (e ammetto di avere usato i trucchi per avere i soldi infiniti, era IMPOSSIBILE!!).

Come sempre vi lascio il longplay, e a sognare con la bellissima colonna sonora.

Oltre alla versione disco e cassetta del gioco abbiamo pensato di fare cosa gradita aggiungendo il manuale e l’etichetta floppy da stampare. I ain’t afraid of no ghosts!


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  1. Alberto

    Grazie.
    Ottimo articolo e recensione.
    Mi sono tornati in mente tanti bei momenti mentre giocavo.