Negli anni a cavallo tra la fine degli anni ’80 e l’inizio dei ’90, il panorama videoludico home computer visse una stagione di straordinaria creatività e sperimentazione, capace di spaziare dalla simulazione sportiva all’azione arcade, dalla strategia futuristica alle avventure platform. In questo periodo nacquero titoli molto diversi tra loro, ma accomunati dall’ambizione di spingersi oltre i limiti tecnici dell’epoca e di lasciare un’impronta duratura nella memoria dei giocatori. La compilation Full Blast riunisce alcuni di questi classici, offrendo una panoramica rappresentativa delle esperienze più iconiche del periodo: dalla simulazione iperdettagliata di Ferrari Formula One, al frenetico shooter P-47, alla profondità strategica di Carrier Command, passando per il platform cult Rick Dangerous e l’adrenalinico 500cc Grand Prix. Questi titoli testimoniano una fase storica in cui sperimentazione e identità forte convivevano, dando vita a opere ancora oggi celebrate dagli appassionati. Ed è proprio questi cinque giochi che ora andiamo a presentare, ripercorrendo ciò che li ha resi speciali e ricordati nel tempo.

Ferrari Formula One (conosciuto anche come Grand Prix Racing Simulation) è un videogioco di Formula 1 pubblicato da Electronic Arts tra il 1988 e il 1990 per Amiga, Atari ST, Commodore 64, MS-DOS e NEC PC-9801. Il titolo, che avrebbe dovuto uscire anche per Amstrad CPC e ZX Spectrum, combina simulazione di guida e gestione tecnica della scuderia Ferrari durante la stagione 1986. Il giocatore dispone della Ferrari F1-86 e opera dal circuito di Fiorano, dove può intervenire in modo estremamente dettagliato sull’assetto: test aerodinamici in galleria del vento, prove motore in laboratorio e regolazioni personalizzate dei parametri. È possibile concentrarsi solo sulla guida o, al contrario, delegarla completamente all’IA per dedicarsi alla parte manageriale. L’interfaccia a icone riproduce data e ora del 1986, con un calendario di gare che segue fedelmente quello reale. Ogni Gran Premio mantiene la struttura autentica del weekend di gara: prove, qualifiche, warm-up e corsa, con la possibilità di affrontare distanze complete o ridotte e di saltare eventi (perdendo però punti). La guida avviene in prima persona, con strumenti e specchietti visibili, e controlli che includono anche l’uso del mouse sulle piattaforme supportate. Sono presenti usura meccanica, incidenti e danni, che possono comportare riparazioni lunghe o addirittura il ricovero del pilota, sottolineando l’approccio simulativo del titolo.

P-47 è uno sparatutto a scorrimento orizzontale sviluppato da Jaleco e uscito in sala giochi nel 1988 con i titoli P-47: The Freedom Fighter (Giappone) e P-47: The Phantom Fighter (Occidente). Il gioco venne poi convertito per PC Engine da Aicom e, con il marchio Firebird, per diversi computer dell’epoca, tra cui Amiga, Atari ST, Commodore 64, Amstrad CPC, MS-DOS e ZX Spectrum. Le versioni domestiche alternano varie denominazioni, da P-47 Thunderbolt a semplici riferimenti al titolo originale. La serie proseguì nel 1995 con P-47 Aces, solo arcade, e nel 2011 con una riedizione mobile curata da DotEmu. Il gameplay propone azione classica da side-shooter: il giocatore pilota un P-47 Thunderbolt con movimento libero su schermo e fuoco illimitato, affrontando aerei, veicoli terrestri, mezzi navali e contraeree. Nelle versioni arcade e a 16 bit è disponibile il co-op simultaneo per due giocatori. Ogni livello culmina in uno scontro con un boss di grandi dimensioni, mentre un colpo o una collisione è sufficiente a perdere una vita. Durante l’avanzamento si raccolgono power-up cumulabili, ognuno dedicato a un diverso tipo di potenziamento: colpi più numerosi o direzionabili, bombe verso terra, aumento della velocità e vite extra. Il gioco conta otto livelli ambientati tra Europa e Nord Africa, con scenari che spaziano dal volo radente al combattimento sopra il mare o ad alta quota. Nelle versioni a 16 bit, completata la campagna, è possibile ricominciare a difficoltà maggiore.

Carrier Command è un videogioco strategico del 1988-1989 sviluppato da Realtime Games Software e pubblicato da Rainbird per numerosi computer dell’epoca. Considerato all’avanguardia per complessità e uso della grafica 3D, combina strategia in tempo reale e azione diretta al comando di una portaerei futuristica e dei suoi mezzi. Il successo portò a un seguito ideale, Battle Command (1990), e a veri sequel ufficiali molti anni dopo: Carrier Command: Gaea Mission (2012) e Carrier Command 2 (2021). La versione MS-DOS è stata riproposta su Steam nel 2022. Ambientato nel 2166, il gioco mette il giocatore alla guida della portaerei automatizzata Epsilon, incaricata di contrastare la gemella Omega, finita sotto controllo terroristico. L’obiettivo è conquistare un arcipelago di decine di isole costruendo basi e gestendo una rete di rifornimento, mentre la portaerei avversaria fa lo stesso. Il gameplay alterna pianificazione strategica e fasi d’azione in prima persona alla guida di velivoli Manta e mezzi anfibi Walrus. Ogni isola può diventare un centro di risorse, produzione o difesa, e va conquistata distruggendo o “infettando” il comando nemico. Le versioni a 16 bit offrono grafica vettoriale 3D, mentre quelle per computer meno potenti ricorrono al wireframe o addirittura a una presentazione bidimensionale. Il giocatore gestisce armamenti, costruzioni, rifornimenti, riparazioni e attacchi, mentre la flotta nemica cresce parallelamente: si vince dominando l’intero arcipelago o distruggendo la portaerei rivale. Il gioco supporta il salvataggio della partita, caratteristica importante data la sua ampiezza strategica.

Rick Dangerous è un videogioco a piattaforme del 1989 sviluppato da Core Design e pubblicato da Firebird Software, con protagonista un esploratore caricaturale ispirato a Indiana Jones. Uscito per numerosi home computer dell’epoca, ottenne recensioni molto positive e grande successo commerciale in Europa, generando un seguito nel 1990 e una lunga serie di conversioni e rifacimenti amatoriali anche decenni dopo. Ambientato nel 1945, il gioco segue Rick in una serie di avventure che lo portano dalla giungla amazzonica a una piramide egizia, fino a un castello nazista e a una base missilistica. Il gameplay consiste nell’esplorare livelli 2D ricchi di trappole improvvise, enigmi ambientali e nemici, con un’azione basata su movimenti precisi, salti, armi limitate (pistola, dinamite, bastone) e un alto livello di difficoltà. Gli scenari, ampi e complessi, variano tra versioni a 8 e 16 bit, e includono decine di trappole e ostacoli diversi, contribuendo alla fama del gioco come classico impegnativo e memorabile del genere platform.

500cc Grand Prix (pubblicato anche come Superbike Challenge in Nordamerica) è un videogioco di motociclismo sviluppato da Microïds e uscito tra il 1986 e il 1987 per vari computer dell’epoca, con un seguito pubblicato nel 1991. Il gioco simula gare della classe 500, offrendo 12 circuiti ispirati a piste reali, tre livelli di difficoltà e la possibilità di disputare un singolo Gran Premio o l’intero Motomondiale, con salvataggio del campionato nelle versioni Atari ST e MS-DOS. Le corse si giocano sempre con schermo diviso verticalmente per mostrare due moto in simultanea: in singolo, una metà segue un pilota controllato dal computer. La visuale è in terza persona, con cruscotto visibile e controlli completi di accelerazione, frenata, sterzata con diverse inclinazioni e cambio a quattro marce. Le gare prevedono 9 giri con 6 partecipanti (4 su C64), mentre la modalità allenamento è più breve. Gli incidenti comportano solo una perdita di tempo, permettendo di ripartire subito.

Con Full Blast non solo si rende omaggio a un’epoca fondamentale del gaming su home computer, ma si preserva anche la memoria storica di questi titoli nel modo più fedele possibile. Nel pacchetto da scaricare sono infatti inclusi i dump originali in formato D64, G64 e NIB, garantendo la massima autenticità nella fruizione delle versioni Commodore 64. A completare la raccolta, trovate anche le scansioni in alta risoluzione dei manuali, accuratamente restaurate e ritoccate da Armando Ricci, per un’esperienza che combina archivio, cura storica e passione. Una chiusura perfetta per chi vuole rivivere — o scoprire — un pezzo prezioso della storia videoludica.
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