La carica dei 1200

Era un giorno come tanti altri quando Giuseppe di Lillo ricevette un dono inaspettato, un gesto d’amicizia che avrebbe dato inizio a un’epopea di passione e dedizione. L’amico Fed Sler, giunto da Roma, aveva deciso di scommettere sul futuro digitale, donando a Giuseppe una collezione di floppy disk che avrebbero segnato l’inizio di un’avventura senza precedenti.

Con l’entusiasmo di un esploratore nei territori inesplorati del passato, Giuseppe si immerse nel suo lavoro. Ogni floppy, un custode di ricordi e programmi dimenticati, veniva accuratamente esaminato. Con la perizia di un artigiano, Giuseppe cominciò il suo instancabile lavoro di dumping, catturando dati e preservandoli per le generazioni future. La sua determinazione era sorprendente; ogni disco veniva catalogato e testato minuziosamente, affinché la loro qualità fosse ineccepibile. La sua scrupolosità era la testimonianza tangibile del suo amore per il mondo Commodore.

Come un’ antica lavandaia, Giuseppe lavava e stendeva al sole tutti i suoi dischi, svuotati dell’involucro che li proteggeva da anni, oramai insudiciato dal tempo. Ma l’avventura di Giuseppe non si fermò lì. Un nuovo capitolo si stava scrivendo: da Cosmoretroshop, in Germania, aveva acquistato un altro tesoro di 450 floppy. Un gesto generoso, un vero e proprio regalo per tutti gli appassionati del settore.
Questi nuovi dischi, molti in lingua tedesca e altri in inglese, erano pronti per essere scoperti. Giuseppe, instancabile, si fece carico di questa ulteriore responsabilità con il solito spirito entusiasta, pronto a condividere il suo dorato bottino con chi condivideva la sua passione.

Ma Giuseppe, si sa, è un uomo con molteplici assi nella manica. Non passò molto tempo prima che un’altra donazione, quella di Michele Faresin, attirasse la sua attenzione. Un altro tesoro si era materializzato: altri 220 floppy, plotoni di dati e programmi che attendevano solo di essere riportati alla luce. Con la sua inconfondibile maestria e un impegno costante, Giuseppe si mise subito all’opera, aggiungendo anche questa nuova conquista alla sua già vasta collezione.

Così, il conteggio finale di questa straordinaria impresa iniziò a prendere forma: un totale di 1170 floppy preservati, per un totale di 2340 dump pieni di programmi da scoprire. Ogni disco, ogni byte, rappresentava una finestra sul passato, un frammento di storia digitale da salvaguardare.

Giuseppe di Lillo, con il suo instancabile impegno e la sua passione, non solo ha riportato alla luce tesori dimenticati, ma ha anche creato un legame tra il passato e il futuro, un ponte che unisce gli amanti della tecnologia e dei videogiochi. La sua avventura continua, un capitolo alla volta, ed è solo l’inizio di un viaggio che promette di arricchire le vite di molti appassionati del mondo Commodore.


Il suo è un omaggio al passato e un tributo agli sviluppatori e programmatori che hanno creato i programmi e i giochi che oggi ammiriamo. Preservando questi dischi, Giuseppe ha garantito che la memoria storica del Commodore 64 continui a vivere, permettendo a nuove generazioni di esplorare e apprezzare il patrimonio digitale del passato. Oggi noi del Dumpclub64, abbiamo l’onore e il piacere di custodire questo tesoro e di preservarlo per le future generazioni. Si ringraziano Fed Sler e Michele Faresin per le bellissime donazioni, Francesco Galluccio per il suo impegno ormai certificato e per aver recuperato e spedito i floppy di Fed Sler, e infine Roberto Lanciotti per aver condiviso, dato spazio e voce al bellissimo lavoro svolto dal grande Giuseppe.

I floppy disk sono stati tutti catalogati. Nella sezione “Materiale preservato” troverete l’elenco dei contenuti, il numero del disco e le informazioni relative a ciascun file. Buon divertimento a tutti!

Elenco del materiale preservato dai floppy di Cosmoretroshop (Germany)

Elenco del materiale preservato dai floppy di Fed Sler

Elenco del materiale preservato dai floppy di Michele Faresin

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