Orizzonti (Una favola di Natale)

Perché ci ostiniamo ancora a parlare, disquisire o addirittura a pontificare di vecchi computer e videogiochi? Non credo sia corretto ridurre il tutto unicamente ad un tuffo nel passato o alla mera nostalgia dei tempi andati. Infatti il discorso si esaurirebbe tutto nell’arco del breve periodo, come succede per le canzoni estive rimpiazzate ogni volta da quelle dell’estate successiva. C’è, secondo me, qualcos’altro. Qualcosa di più sfuggente e che meglio chiarisce questo moto dell’anima di tutti gli appassionati di retrocomputing: la consolazione! Un’emozione che soddisfa un bisogno da sempre primario sulla terra per tutti gli esseri viventi, anche se non figura ufficialmente tra i Diritti dell’Uomo (l’omissione è significativa). Come gustarsi le comiche di Chaplin o della coppia Laurel & Hardy a notte fonda, come un bicchiere di birra gelata dopo aver lavorato duramente sotto il sole. Recano sollievo, leniscono la fatica, le afflizioni o semplicemente ci danno allegria e piacere, perché a ben vedere non sono “i giochi di prestigio” della grafica e del suono di queste vecchie macchine che ci rapiscono ma la magia che sono capaci di evocare nel destarci dalla nostra quotidianità, nel ricordarci la nostra fantasia e il nostro stupore. Placano il disincanto dell’età adulta e ci rassicurano che siamo ancora capaci di stupirci e di illuderci, ancora in grado di sognare accompagnandoci in fantastiche avventure!
Come diciamo qui al DumpClub64 queste emozioni sono contagiose più di qualsiasi variante Omicron e soprattutto non ci fanno ammalare ma ci guariscono da una realtà che troppo spesso lascia molto a desiderare e trovare, appunto, quello di cui parlavo: la consolazione. Il Natale poi è il periodo in cui abbiamo bisogno di una quantità gargantuesca di consolazione, specialmente in questi ultimi anni tribolati, anche perché oggigiorno questa festa è ridotta ad un evento smaccatamente consumistico che stride con gli autentici valori di spiritualità che dovrebbe celebrare. Durante tutto l’anno tendiamo ad abituarci al frastuono della triste realtà che ci circonda, anche se inconsciamente ne soffriamo, e verso Natale e alla fine dell’anno i nodi vengono al pettine e così, anche per i cuori più induriti dalla vita, questa diventa un’occasione difficile: quello che sarebbe dovuto essere un momento di gioia in realtà diventa il giorno in cui ti viene recapitato il conto, che spesso è un conto salato!
Ci ricorda di coloro che sono assenti, e di quanto ci mancano, quanto siano insensati gli affanni che insegui durante tutto l’anno e ti rammenta quanto tempo tu abbia dedicato a tante cose inutili e di quanto poco invece tu ne abbia riservato a quello che più contava! Lasciatemi dire che in un simile frangente serve proprio qualcosa che possa tirarci su il morale, e se poi accade sotto Natale allora abbiamo tutti gli ingredienti per una bellissima favola Natalizia da mettere da parte per quando gli inverni della vita saranno più rigidi. Quindi per rispettare la tradizione direi di iniziarla con il famoso incipit che tante generazioni di sognatori ha incanto…

[..] C’era una volta una ghiacciaia nella sperduta periferia Nord di Roma. In realtà avrebbe dovuto essere una sala hobby ma la crisi energetica e il conseguente aumento dei prezzi dell’energia elettrica ne avevano decretato un microclima simile alla steppa siberiana durante le prime glaciazioni. Tra enormi cumuli di cianfrusaglie e traballanti pile di cartoni da imballo due scanzonate figure armeggiavano come di consueto alle prese con il loro passatempo preferito: Il Commodore 64!
Alessandro, completamente imbacuccato e con una coperta sulle gambe si trovava nella postazione deputata al dumping dei dischetti! Il vecchio PC, grande e pesante come una lavatrice era stato raccattato da Roberto davanti ad una delle tante discariche che nella capitale sorgono spontanee. Alessandro dopo averlo ripulito e sistemato l’aveva settato per svolgere l’unica mansione che avrebbe potuto dargli un senso: strappare dall’oblio tantissimi dischetti del C64. Era collegato ad uno Xumfloppy autocostruito e che a sua volta si interfacciava con un bel Disk Drive 1571, rarissimo a detta di Roberto, ma che effettivamente svolgeva egregiamente il suo compito!

  • “Questi dischetti sono lerci ma Francesco Tosti dove li ha trovati e dov’è cavolo sono finiti i cotton fioc che ti ho portato?” esordì improvvisamente Alessandro.
  • “Li hanno presi le bambine…” rispose Roberto, dalla seconda postazione dedicata al dumping delle cassette e provvista di tutti i confort e le comodità del caso: C64 biscottone con chip ceramicato e 1541 Ultimate II plus, collegato ad un rarissimo monitor 1702 e ad uno sfavillante Cute32, in pratica la Cadillac delle postazioni di tutti gli appassionati di retrocomputing.
  • “Va bene! Allora esci e vai dal cinese a comprarne degli altri!” rispose senza scomporsi Alessandro.
    L’idea di un qualsiasi compito che potesse esulare dall’abituale copia e incolla era per Roberto l’equivalente di una condanna alla camera a gas! Il lanciottismo (la sindrome di cui Roberto era portatore sano da tutta la vita) non gli consentiva di rimboccarsi le maniche e lo spingeva inesorabilmente sempre verso le più basse, bieche e spregevoli forme di fannulloneria che l’uomo avesse mai concepito.
  • “Forse ne è rimasto uno dentro quella scatolina…”
  • “Sei la feccia della feccia! Lo sai, vero?”
  • “Il mondo ha bisogno anche del lanciottismo… voglio dire anche il lanciottismo svolge un ruolo importante: in tante occasione serve anche quel pizzico di scudo crociato per risolvere…”
    Improvvisamente il cicalino di un nuovo messaggio prepotentemente richiamò l’attenzione dei due.
  • “E’ arrivato un messaggio di un ragazzo che ci chiede aiuto per dumpare un dischetto Amiga” disse Roberto. Ci ha lasciato anche il cellulare. Cosa gli scrivo?”
  • “Scusa se ti ha lasciato il cellulare perché non lo chiami?”
  • “Vabbè ma allora ci parli tu… se mi chiede qualcosa di troppo tecnico che gli rispondo… sei tu l’esperto sul dumping Amiga…”
  • “Intanto chiamalo poi in caso me lo passi al telefono…”
    E qui che inizia in realtà la vera favola di questo Natale 2021!
    Dopo aver chiamato quel numero di cellulare, infatti, abbiamo conosciuto Nazario, un ragazzo torinese che dopo aver riattivato il suo Commodore Amiga si era messo alla ricerca di un gioco che il padre gli aveva comprato da piccolo. Un gioco che non era mai stato dumpato, probabilmente perché poco conosciuto, e di cui tutta la comunità amighista non ricordava neppure l’esistenza!! Purtroppo il dischetto originale non funzionava ma grazie al consiglio del padre, Nazario all’epoca aveva provveduto a farne una copia di sicurezza! Un consiglio prezioso, come tutti i consigli di un padre al figlio e che lo stesso Nazario ci ha raccontato cerca a sua volta di trasmettere ai propri figli!
    Dopo aver spiegato a Nazario le varie procedure per dumpare il dischetto abbiamo convenuto insieme che forse sarebbe stato più facile se ce l’avesse spedito. Così dopo qualche difficoltà e qualche ritardo del corriere siamo riusciti a ricevere il suo dischetto e, come prevede una bella favola natalizia che si rispetti, siamo riusciti a dumparlo e metterlo a disposizione di tutti!
    Come mi ha detto Nazario, probabilmente per chi non lo ha mai visto potrebbe sembrare una cosa insignificante ma per chi come lui l’ha visto con gli occhi dell’innocenza durante la propria infanzia è qualcosa di importante: una coperta calda per coprirsi e riscaldarsi lo spirito!!
    Buon Divertimento, quindi, a tutti con “Orizzonti” software educativo distribuito dalla AMIGA C.T.O. !

Buon Natale dal DumpClub64 e da Nazario!!

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