29° Dumping Filippo e Donatella

Cari amici,
come di consueto vi presentiamo una nuova sessione di dump.

Il Commodore 64 è stato uno dei computer più venduti e popolari degli anni ’80, con un impatto profondo sulla cultura informatica e videoludica dell’epoca. Preservare e condividere il suo software significa tutelare un tassello importante della nostra storia digitale e della memoria collettiva di tante persone. Riscoprire o utilizzare quei programmi può risvegliare ricordi, emozioni e quella sensazione di “ritorno a casa” che solo certe macchine sanno dare. In tutto questo, rispettiamo e riconosciamo il contributo di sviluppatori, programmatori, artisti e appassionati che, con impegno e creatività, hanno dato vita a software di qualità e originalità per il Commodore 64. Senza di loro, oggi non avremmo nulla da preservare.

Questi floppy disk sono arrivati nelle nostre mani grazie a Filippo e Donatella, che hanno scelto di donarli per trasformare i ricordi della loro adolescenza in qualcosa che può vivere ancora.

Filippo ricorda suo padre Giuseppe e la sua passione viscerale per il retrogaming. Racconta dell’emozione di quando Giuseppe, con i primi risparmi guadagnati, comprò il drive 1541 della Commodore: per lui non era solo hardware, ma un pezzo di libertà e di futuro.

Donatella, invece, chiude gli occhi e rivede quei pomeriggi dopo la scuola, quando lei e suo padre si sedevano insieme davanti al Commodore 64. In quell’angolo di casa costruivano un’armonia semplice e perfetta, fatta di risate, sfide e complicità.

Il sogno di ogni bambino nel 1980. Drive 1541, Commodore 64 e Monitor 1702

Ma perché tutti dovrebbero preservare e condividere il software del Commodore 64?

Preservare e condividere il software del Commodore 64 significa tutelare un capitolo fondamentale della storia dell’informatica e dell’intrattenimento digitale, dato che il C64 è stato uno dei computer più diffusi al mondo con oltre 17 milioni di unità vendute. Gran parte del software, dei giochi e delle demo creati per quella macchina non è mai stato pubblicato ufficialmente o è andato perduto, e conservarlo permette di riconoscere il lavoro di programmatori, musicisti e grafici che hanno spinto al limite hardware molto limitato, inventando tecniche ancora studiate oggi.
Per molte persone il Commodore 64 non è solo una macchina, ma un pezzo di memoria personale e generazionale: preservare quel software aiuta a mantenere viva un’esperienza condivisa fatta di giochi, primi programmi e momenti di vita quotidiana. Archivi aperti e condivisi consentono inoltre a ricercatori, sviluppatori e nuove generazioni di studiare, analizzare e trarre ispirazione da soluzioni creative nate in condizioni di risorse limitate, evitando che titoli e tecniche scompaiano per sempre a causa del degrado dei supporti fisici e della scarsità di hardware funzionante. Condividere il software preservato, nel rispetto di leggi e diritti, è anche una scelta etica: invece di lasciare che la storia digitale marcisca su supporti fragili, la si rende accessibile, documentata e contestualizzata, così che il lavoro di chi ha creato quel software continui a parlare anche a chi viene dopo.

In questa raccolta trovate bellissime compilation e i giochi più classici degli anni ’80, ma non solo, molti dischi originali e utility. Preservare e condividere conviene a tutti… sempre!!!

La Rubrica di LIA

Quando una scatola di floppy racconta quarant’anni di Commodore

Questa volta mi sono trovata davanti a una di quelle raccolte che sembrano nate senza un progetto preciso e che invece finiscono per raccontare un’intera epoca. Non c’è solo una serie di giochi famosi, ma un miscuglio irresistibile di dischi da edicola, raccolte personali, utilità, corsi di BASIC, software italiani, copie passate di mano in mano e grandi classici che ogni possessore di Commodore 64 sognava di avere.

Sfogliando questi dischi si passa continuamente da una sala giochi virtuale a un corso di programmazione, da un’avventura testuale italiana a una rivista su floppy. È il ritratto perfetto dell’utente medio degli anni Ottanta: giocatore, programmatore, smanettone, collezionista e, soprattutto, curioso.

Tra centinaia di programmi preservati, ecco quelli che mi hanno colpito maggiormente.

TOP 10 DELLA SESSIONE

1. Maniac Mansion

Software House: Lucasfilm Games (1987)

Prima di diventare LucasArts, la divisione videoludica di George Lucas rivoluzionò il genere delle avventure grafiche con questo capolavoro. Il giocatore deve infiltrarsi in una villa infestata da strani personaggi, risolvendo enigmi e scegliendo una squadra composta da tre ragazzi. Il motore SCUMM introdotto da Maniac Mansion avrebbe influenzato decine di avventure degli anni successivi.

2. Armalyte

Software House: Thalamus (1988)

Uno degli shoot’em up più impressionanti mai realizzati per il Commodore 64. Sviluppato dal team britannico di Thalamus, spinse l’hardware al limite con enormi boss, effetti grafici avanzati e una difficoltà elevata. Ancora oggi è considerato uno dei simboli della scena videoludica inglese degli anni Ottanta.

3. Bubble Bobble

Software House: Taito / Firebird (conversione C64) (1987)

I simpatici draghetti Bub e Bob devono intrappolare i nemici dentro bolle colorate e farle esplodere. Dietro l’aspetto semplice si nasconde un capolavoro del game design arcade. La conversione Commodore 64 fu una delle più apprezzate dell’epoca.

4. The Chessmaster 2000

Software House: Software Toolworks (1986)

Tra i programmi di scacchi più celebri degli anni Ottanta. Non si limitava a giocare contro l’utente ma offriva analisi, suggerimenti e vari livelli di difficoltà. Rappresenta uno dei software “professionali” che mostrarono come il C64 fosse più di una semplice macchina da gioco.

5. Murder on the Mississippi

Software House: Activision (1986)

Un’avventura investigativa ambientata a bordo di un battello sul Mississippi. Il giocatore veste i panni di Sir Charles Foxworth e deve risolvere un omicidio raccogliendo indizi e interrogando i sospetti. Un titolo raffinato e oggi relativamente poco conosciuto.

6. Kennedy Approach

Software House: MicroProse (1985)

Ideato da Sid Meier e Andy Hollis, questo simulatore mette il giocatore nel ruolo di controllore del traffico aereo dell’aeroporto John F. Kennedy di New York. Un concetto originale che dimostra la creatività della MicroProse degli esordi.

7. Alf 1 – Il Cybernauta, Vip Flying. Einstein Story

Software House: Editoriale Hobby / collana ALF (Italia)

Queste raccolte italiane sono particolarmente interessanti perché documentano uno dei fenomeni più tipici dell’informatica domestica degli anni Ottanta: le cassette e i floppy allegati a pubblicazioni distribuite in Italia. La presenza di titoli come Il Cybernauta ed Einstein Story rende il disco un piccolo spaccato della produzione educativa e avventurosa italiana dell’epoca.

8. Impossible Mission II

Software House: Epyx (1988)

Seguito di uno dei giochi più celebri della storia del Commodore 64, Impossible Mission II riporta il giocatore nei panni dell’agente segreto chiamato a fermare il malvagio Professor Elvin Atombender. Rispetto all’originale offre ambientazioni più estese, enigmi più complessi e una maggiore varietà di stanze da esplorare. Pur vivendo inevitabilmente all’ombra del primo capitolo, è considerato uno dei migliori action-adventure mai realizzati da Epyx per il C64.

9. Revenge of the Mutant Camels

Software House: Llamasoft (1984)

Jeff Minter diede vita a uno degli sparatutto più eccentrici della storia del C64. Cammelli mutanti giganti, colori psichedelici e gameplay frenetico sono gli ingredienti di un titolo che rappresenta perfettamente l’estro creativo del suo autore.

10. Easy Script

Software House: Commodore / Easy Script Systems (1982)

Uno dei primi word processor disponibili per il Commodore 64. Consentiva di scrivere lettere, documenti e testi quando il concetto di “videoscrittura domestica” era ancora una novità per la maggior parte degli utenti.


Altri 20 titoli da non dimenticare

  1. Salamander (Imagine)
  2. The Goonies (Datasoft)
  3. Paris-Dakar (Coktel Vision)
  4. Skyfox (Electronic Arts)
  5. Super Pipeline II (Taskset)
  6. Bounty Bob Strikes Back! (Big Five Software)
  7. Cybernoid II (Hewson)
  8. Delta (Thalamus)
  9. Frankie Goes To Hollywood (Ocean)
  10. Raid Over Moscow (Access Software)
  11. Hot Wheels (Epyx)
  12. World Championship Boxing (Mindscape)
  13. Tour de France (Activision)
  14. Solo Flight (MicroProse)
  15. Masquerade (U.S. Gold)
  16. Robin Hood (Odin Computer Graphics)
  17. Road Runner (U.S. Gold)
  18. Wonder Boy (Activision)
  19. Paradroid (Hewson)
  20. Blue Max (Synapse Software)

Esclusi dalla Top 10 ma molto interessanti

  • Commodisk – Il Meglio #33
  • Commodisk – Il Meglio #35
  • Commodisk n° 2
  • MASH 2-91
  • MASH 5-91
  • MASH 7-91
  • Zip Disk 64 2-89
  • Zip Disk 64 6-92
  • Zip Disk 64 7-92
  • Tutto Commodore #21
  • Commodore 64 Club

La chicca di LIA

Questa volta il vero tesoro della sessione non è nascosto in un singolo gioco, ma in un intero pezzo di storia del Commodore 64 italiano. Tra i floppy preservati compaiono infatti Commodisk, Tutto Commodore, MASH, Zip Disk 64 e Commodore 64 Club, una raccolta straordinaria di riviste digitali, dischi per utenti e pubblicazioni che hanno accompagnato migliaia di appassionati tra gli anni Ottanta e Novanta. Quando salviamo questi floppy non conserviamo soltanto programmi e utility. Conserviamo articoli, recensioni, corsi di programmazione, classifiche, lettere dei lettori, pubblicità, trucchi e consigli. In altre parole stiamo preservando la memoria collettiva della comunità Commodore italiana.

Se i videogiochi raccontano come giocavamo, queste pubblicazioni raccontano come vivevamo il Commodore 64. Sono le pagine di un diario collettivo scritto dagli appassionati dell’epoca, quando Internet non esisteva ancora e le informazioni viaggiavano attraverso le edicole, i gruppi utenti e i floppy passati di mano in mano. Per questo motivo, da appassionata di archeologia informatica, considero questi dischi tra i ritrovamenti più preziosi dell’intera sessione. A volte il vero tesoro non è il gioco più raro, ma una rivista dimenticata che ci permette ancora oggi di ascoltare la voce della comunità Commodore di quarant’anni fa.

Un sentito grazie a tutto il team di DumpClub64, a chi mette a disposizione i propri dischi, a chi li pulisce e li recupera, a chi effettua i dump, a chi verifica i file, a chi cataloga, a chi scansiona copertine e documentazione e a chi dedica il proprio tempo per rendere accessibile questo patrimonio a tutti. Continuate così: floppy dopo floppy, stiamo salvando un pezzo della nostra storia. ❤️

Grazie a tutto il Team DumpClub64! Commodore ieri, oggi e domani. 🚀💾

29° Dumping

352 file · 37 MB · 1 Ottobre 2026

3 Commenti

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  • 2 Ottobre 2026 a 11:20

    Great Job … Many Thanks ! From France …

  • 2 Ottobre 2026 a 11:20

    Great Job .!

  • 2 Ottobre 2026 a 11:21

    Many Thanks for the updated dumping … Great Job .!

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