Elvira: The Arcade Game

Elvira: The Arcade Game – o anche solo Elvira – è un videogioco di ruolo horror travestito da platform, con protagonista Elvira, la celebre “Mistress of the Dark”, personaggio televisivo e cinematografico interpretato dall’attrice americana Cassandra Peterson. Una regina del gotico kitsch che negli anni ’80 e ’90 ha conquistato una legione di fan grazie al suo mix esplosivo di ironia, curve pericolose e horror da drive-in.

Se non conoscevate Elvira in quegli anni, allora probabilmente vivevate in una caverna (o i vostri genitori vi tenevano lontani dalle videocassette horror). Nonostante da noi fosse meno diffusa come conduttrice TV, la sua fama esplose comunque grazie ai videogiochi: due avventure grafiche firmate HorrorSoft e, nel 1991, questo platform arcade targato Flair Software, dove la nostra eroina scollata e stregonesca affronta draghi, demoni e castelli gotici traboccanti di pixel.


La trama sembra uscita da un fumetto dark-fantasy anni ’80: Elvira viene risvegliata da un antico Re Mago che la incarica di riconquistare il suo perduto regno. Per riuscirci, dovrà attraversare tre mondi pieni di insidie:

  • La Terra Artica, gelida e popolata da orsi polari demoniaci, stregoni ghiacciati e cascate di stalattiti pronte a trafiggere chiunque osi passarci sotto.
  • L’Inferno di Fuoco, un infernale paesaggio di lava, fiamme e draghi sputafuoco che sembra uscito da un album heavy metal dell’epoca.
  • Il Castello Incantato di Transilvania, l’atto finale, un labirinto gotico di guglie, cripte e mostri che paiono provenire dalle illustrazioni di un manuale di Dungeons & Dragons.

Tre mondi, sì… ma ognuno così esteso e intricato da sembrare un’avventura a sé stante.


A prima vista, Elvira: The Arcade Game sembra il classico platform europeo dei primi anni ’90, con tutto il suo “pacchetto”: nemici piazzati in punti sadici, gocce d’acqua che uccidono all’istante, e boss giganti pronti a trasformare la tastiera o il joystick in un’arma contundente contro il monitor. Ma – sorpresa! – stavolta le regole sono meno punitive del solito. La nostra Elvira dispone di una barra dell’energia piuttosto generosa: può incassare diversi colpi senza andare subito al tappeto, e soprattutto i nemici, una volta eliminati, rimangono morti fino all’uso di un “continue”. Questo piccolo dettaglio rende l’esplorazione molto più godibile, perché ogni passo avanti è una conquista definitiva.

Gli incantesimi sono il cuore dell’azione: si trovano sparsi per i livelli e spaziano dalle palle di fuoco alla resistenza magica. Per completare ogni mondo bisogna individuare quello giusto, quasi sempre nascosto dietro un boss da sudare con tutte le dita sul joystick. A ciò si aggiungono le armi da lancio, quattro tipi diversi (dal pugnale alla torcia fiammeggiante), ognuna potenziabile raccogliendo copie della stessa. Attenzione però: se vi viene la tentazione di raccogliere un’arma nuova, perdete tutti i potenziamenti conquistati fino a quel momento! Una scelta crudele ma geniale, che aggiunge strategia a un genere spesso troppo caotico.

TECNICA

Qui bisogna fare delle distinzioni.

  • Amiga: la versione regina. Grafica fluida, colori sgargianti, fondali ricchi di dettagli gotici e animazioni più che dignitose. Giocarla su Amiga era quasi come avere un coin-op in casa.
  • Atari ST: un disastroso parente povero. Spariscono gli sfondi complessi, i nemici perdono dettagli, lo scrolling diventa un incubo e i rallentamenti sono all’ordine del giorno.
  • DOS: leggermente meglio dell’ST, ma comunque non all’altezza.
  • Commodore 64: sorpresa! Pur limitatissimo, offre un port giocabile e simpatico, anche se mancano interi mini-boss e con armi ridotte all’osso.

La colonna sonora e gli effetti sonori fanno il loro dovere, anche se non raggiungono la qualità delle avventure HorrorSoft: qui conta più l’azione frenetica che l’atmosfera.


CONCLUSIONE

Elvira: The Arcade Game non sarà un capolavoro immortale, né un titolo da leggenda come Turrican o Shadow of the Beast, ma riesce comunque a distinguersi nella massa di platform europei dell’epoca. Lo sprite principale su C64 è cubettoso da morire (altro che curve della Peterson), che sembra uscito direttamente da un cubo di Rubik impazzito! Grazie al fascino della licenza, a un gameplay più onesto rispetto ai concorrenti e a un’ambientazione fantasy-horror che gronda personalità, resta un titolo che merita di essere riscoperto, soprattutto nella sua incarnazione Amiga. E poi, diciamolo: quanti altri platform vi permettevano, all’epoca, di impersonare una vampira procace che lancia torce fiammeggianti contro draghi e dinosauri?

VOTO: 80/100
Un platform “sexy” e gotico che, pur con i suoi limiti, ha lasciato un segno.

Scheda tecnica

  • Titolo: Elvira – The Arcade Game
  • Piattaforma: Commodore 64 (anche Amiga, Atari ST, PC)
  • Anno di uscita: 1991
  • Editore: Flair Software
  • Genere: Action / Platform
  • Modalità: Giocatore singolo
  • Ambientazioni: Fire World, Ice World, Earth World

PETTEGOLEZZO:

Cassandra Peterson prima di diventare Elvira, fu cantante e ballerina a Las Vegas, apparendo persino in un film con Elvis Presley. Amante del cinema horror sin da bambina, nel 1981 si inventa il personaggio che le cambierà la vita: una vamp sexy e ironica che presenta filmacci horror in TV, prendendoli in giro con battute al vetriolo. L’abito nero con lo spacco vertiginoso e la scollatura abissale è ormai leggenda pop. Fu creato insieme a un’amica costumista e doveva evocare le classiche vamp del cinema gotico… ma con tanto humor kitsch e un tocco da pin-up anni ’50. Elvira non è solo regina dell’horror camp: ha legami col rock! Amica di Alice Cooper (con cui condivide look e sarcasmo). Presenza cult nei videoclip anni ’80. Si racconta che abbia conosciuto Jimi Hendrix da ragazzina, addirittura con un flirt lampo! Dietro la maschera gotica, Cassandra ha avuto una vita intensa. Nel 2021 ha svelato la sua lunga relazione (19 anni!) con la compagna Teresa “T” Wierson. Un coming out a 70 anni che ha reso il suo mito ancora più vicino ai fan. Elvira: Mistress of the Dark (1990, HorrorSoft) – avventura RPG horror. Elvira II: The Jaws of Cerberus (1991, HorrorSoft) – sequel ancora più gotico. Elvira: The Arcade Game (1991, Flair Software) – il platform sexy-horror recensito nelle nostre pagine! A 5 anni rimase “folgorata” da House on Haunted Hill con Vincent Price. È apparsa come comparsa anche in un film di Fellini (Roma, 1972). Il suo personaggio è diventato un cult mondiale, tra pupazzi, fumetti e cameo in decine di serie TV. Cassandra Peterson ha trasformato Elvira in un’icona immortale dell’horror pop. Ironica, sexy e gotica al punto giusto, resta un simbolo di un’epoca in cui il kitsch e il dark andavano a braccetto.


Nel download troverete il gioco completo in formato .NIB – .G64 – .D64, comprensivo di manuale multilingua, scansione della copertina originale e floppy in HD. Rinnoviamo il nostro invito a tutti gli appassionati e collezionisti che possiedono giochi, software o altro materiale su supporti originali: l’importante è che tutto venga preservato per il futuro. Se avete vecchi floppy, potete affidarceli senza timore. Ci impegniamo a recuperarli, digitalizzarli e renderli disponibili con la massima cura e serietà. Non dimentichiamo che l’incredibile lavoro dei programmatori di ieri rischia di andare perso per sempre. Non è il valore economico a contare, ma quello affettivo e culturale che ci lega a queste perle del passato. Buon divertimento!

RL

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