57° Dumping “Estate 2025”

Nella foto si legge “spiaggia libera”, ma la scritta è sbarrata da un cartello fatto a mano: ingresso 20 dollari, riservato ai “sciuri”.
È una caricatura, certo, ma racconta con lucidità quello che succede davvero ogni estate in molti litorali italiani. Spiagge sempre meno libere, accessi regolati, tariffe crescenti, ombrelloni numerati, stabilimenti che occupano metri e metri di sabbia pubblica.
Oggi andare al mare sembra un’operazione pianificata: si prenota, si paga, si calcola quanto costa restare due ore sotto il sole. E anche quando si riesce ad accedere a una spiaggia libera, il più delle volte ci si trova schiacciati tra due file di lettini, come in una zona franca concessa a malincuore.
È in questo contesto che torna alla mente, quasi con tenerezza, il ricordo di quando si andava al mare negli anni ’90. Nessuna app, nessuna prenotazione. Bastava alzarsi presto, prendere il treno per Ostia – con i sedili in plastica, le tendine mezze rotte e l’odore inconfondibile di estate popolare – e scendere a Lido Nord, Lido Centro o Stella Polare .
Si portava tutto da casa: il panino col salame, la crema solare da discount, il telo sbiadito dell’anno prima. Le famiglie occupavano pezzi di spiaggia come accampamenti nomadi, si giocava a racchettoni, ci si spalmava la sabbia sulle gambe bagnate, si ascoltava la musica da una radio portatile grande quanto un comodino. E non c’erano differenze: il mare era per tutti. Non serviva essere ricchi, prenotati, profilati. Bastava esserci.
Oggi quel modo di stare al mondo sembra lontano, forse ingenuo, ma profondamente autentico. Oggi tutto è più efficiente, ma anche più distaccato. Abbiamo guadagnato in ordine, ma perso spontaneità. Abbiamo lo stabilimento con il Wi-Fi, ma ci manca l’attesa del treno con la sabbia nelle scarpe e nelle mutande.
Per questo, mentre fuori le spiagge si affollano e i cartelli cambiano, noi di Dumpclub64 celebriamo chi non ha mai dimenticato quella libertà.
Oggi lo facciamo con il nostro 57° Dumping, dedicato a Carlo Provetto, osservatore del dettaglio e collezionista di memorie sgangherate.
Un omaggio a chi, come lui, ha sempre saputo vedere la poesia dentro la confusione. Perché il mare, alla fine, è sempre lo stesso. Ma il modo in cui ci arriviamo dice molto su chi siamo diventati.

Forse un giorno, rileggendo queste righe, ci sembreranno a loro volta piene di nostalgia. Perché se oggi ci lamentiamo dei 20 dollari d’ingresso e dei lettini numerati, domani potremmo rimpiangerli come l’ultima forma possibile di “accesso umano”. Con un pò di immaginazione, in un futuro non così remoto, le spiagge potranno essere divise in settori con accesso tramite riconoscimento facciale, abbonamenti stagionali NFT e vari livelli di esperienza balneare: basic, comfort, platinum. Il telo lo affitti con un clic, il sole lo prenoti a fascia oraria, e la sabbia sarà igienizzata al biossido di ozono.

Ci sarà l’app per segnalare chi ascolta la musica senza cuffie, il drone che ti porta la birra e ti controlla la temperatura corporea, e l’algoritmo che ti assegna la posizione ideale in base al tuo storico dermatologico, al tuo profilo fiscale e al tuo umore.
Le spiagge “libere” saranno poche, delimitate da barriere invisibili, e presidiate da steward in polo tecnica. Non potrai più improvvisare una giornata al mare: sarà necessario un planning settimanale approvato da un sistema intelligente che incrocia il traffico, le maree e le preferenze della tua community digitale.
Sì, il mare sarà sempre lo stesso – onde, sabbia, sale. Ma lo sguardo che ci porteremo addosso sarà pieno di filtri, aspettative, protocolli e codice QR.

E in tutto questo, forse resterà solo una cosa veramente libera: il ricordo. Quello sì. Di quando ci si sporcava di sabbia e libertà, si rideva stonati sotto l’ombrellone, e nessuno controllava quanto tempo passavi a guardare l’orizzonte. Chissà se, anche in futuro, ci sarà ancora qualcuno come Carlo a raccogliere quel disordine e restituircelo sotto forma di poesia balneare. Perché se la libertà ci sfugge, almeno lasciamoci dietro il racconto di quando era ancora nostra.

RL


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2 Commenti

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  • 10 Ottobre 2025 a 16:15

    Ciao a tutti, c’è la possibilità di ripristinare il file campionati?
    Quando lo apro mi da subito ?Syntax error in 20.
    è un gioco a cui tengo molto, ricordi di infanzia, e non sono mai riuscito a trovarlo da nessun’altra parte.

    Grazie in anticipo qualunque sia il risultato…

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